IL GENITORE NARCISISTA E IL SUO BAMBINO

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Di Fosca Panvini Rosati

Se imbattersi in un narcisista e farsi catturare dalla sua rete di falsità e manipolazioni è esperienza molto comune, ricordiamo che possiamo renderla anche un’avventura evitabile: infatti,  una volta che si è imparato a riconoscere questi personaggi, occorre girare sui tacchi e fuggire il più velocemente possibile!

Essere figli di un narcisista è una condizione davvero problematica,  che si sostanzia nella  condanna ad una vita dolorosa e difficile, a meno che  non si abbia la fortuna di avere accanto una figura di accudimento alternativa che possa rappresentare un modello comportamentale ed affettivo sano ( un nonno/ a, uno zio/a, un insegnante illuminato ed edotto).

I genitori narcisisti purtroppo non conoscono le vie di mezzo nel concepire i propri figli, per cui o “si fondono con loro” in una simbiosi senza fine, o se ne disinteressano in modo evidente.

Uno studio condotto un’associazione benefica americana, suddivide i figli dei narcisisti in due tipologie distinte: il “golden boy” e lo “scapegoat child“.

Nel caso del Golden boy vi è un’incapacità totale di concepire il figlio come altro da se’;  pertanto questi verrà vissuto,  dal genitore narcisista,  come un’estensione di se stesso e, dal momento che si parla di un individuo affetto da sindrome narcisistica e quindi con una falsa idea grandiosa di se’, il figlio sarà vissuto come perfetto, destinato a cose grandiose ( tutte le ambizioni insoddisfatte del genitore che non stato in grado in grado di realizzare perché faticose). Il golden boy non sbaglierà mai: semmai gli altri saranno inadeguati e così sarà colpa degli insegnanti se i voti non saranno pari alle aspettative o se si distrarrà a scuola i se renderà impossibile proseguire la lezione, se litigherà con i compagni o sarà arrogante con loro o addirittura manesco sarà perché gli altri bambini non sanno comportarsi bene.

Insomma il golden boy non si sentirà mai messo in discussione dal genitore, non sarà mai messo di fronte ai suoi errori né di fronte alle sue  responsabilità, piccole o grandi che siano, e soprattutto non sarà mai invitato a relazionarsi con gli altri un modo sano ed empatico e crescerà sviluppando lo stesso senso di grandeur basato sul nulla, e la stessa arroganza e mancanza di empatia del genitore narcisista.

Al contrario, il Figlio scapestrato (scapegoat child) nel processo di crescita e maturazione, sarà lasciato completamente a se stesso e il genitore con disturbo narcisistico di personalità  svilupperà nei confronti del figlio un atteggiamento ripetutamente e sostanzialmente svalutante e denigratorio.

La mancanza di  incoraggiamenti ed un clima di totale anaffettività, porteranno il bambino a sviluppare un senso molto scarso di sé, del proprio valore e delle proprie capacità, configurando una quasi totale assenza di  sana autostima.

In questa situazione, il senso di insicurezza e la forte propensione alla  dipendenza affettiva innescano nel bambino una sindrome co-narcisistica, caratterizzata dalla totale inconsapevolezza dei propri bisogni e dei propri sentimenti, condannando il “bambino scapestrato” a restare nell’ombra all’interno delle relazioni affettive future, configurandosi così un quadro di dipendenza affettiva o co-dipendenza.

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