I TRE STATI DELL’IO NELLA PSICOLOGIA TRANSAZIONALE DI ERIC BERNE

A cura di: Annalisa Barbier

L’analisi transazionale considera l’IO come formato da tre strutture psichiche aventi un peso ed un’influenza variabile, ognuna dotata di specifiche caratteristiche relazionali.  Queste strutture vengono definite da Berne STATI DELL’IO, e vengono denominati:

  • IO GENITORE (Esteropsiche). La parte genitoriale dell’io è quella che racchiude e comprende i sentimenti, i comportamenti, le emozioni, gli insegnamenti, gli esempi, gli atteggiamenti ed i valori mutuati ed appresi dai genitori e in generale dalle figure di adulti dai quali si è stati cresciuti ed educati. Quando ci si trova nello stato del GENITORE, si tende  a reagire, interpretare gli eventi e a comportarsi come si è visto fare alle figure genitoriali di riferimento: attualizzando quindi, rievocandolo nella vita presente, il modello appreso da loro. Lo stato dell’IO GENITORE si manifesta attraverso due modalità complementari: 1) come influenza: in questo caso, la persona tende ad agire e reagire come i genitori volevano che reagisse 2) come stato attivo dell’io: in questo caso, la persona reagisce come i suoi reagivano, cioè reiterando gli schemi da loro appresi. Lo stato dell’IO GENITORE può manifestarsi come GENITORE NORMATIVO: che ha funzione di guida, costruzione di regole di comportamento e contenimento, critica, giudizio, svalutazione o punizione o come GENITORE AFFETTIVO: la cui funzione è legata maggiormente all’incoraggiamento e alla cura, diventando in alcuni casi iperprotettivo e soffocante.
  • IO ADULTO (Neopsiche). La parte adulta è la parte razionale che si occupa di elaborare il legame con la realtà e di restare al livello di contatto con la realtà L’Adulto esamina la situazione, la valuta e si comporta di conseguenza; il suo modo di valutare ed agire è frutto di un esame razionale degli elementi raccolti dall’analisi della realtà dei fatti. È da notare che il concetto di Adulto di Berne si ritrova nel concetto cognitivista di “mente come elaboratore dell’informazione”. Lo stato adulto, nella sua funzione positiva vive oggettivamente la realtà, non drammatizza l’errore e decide in base a ciò che è noto; qualora sia contaminato e non ben funzionante trascura le emozioni ed i valori e non si cura dei rapporti interpersonali. Quindi, nello stato dell’IO ADULTO siamo in grado di ricorrere all’analisi razionale dei dati di realtà, utilizzando le facoltà intellettuali e logiche per giungere ad una valutazione oggettiva e funzionale della situazione.
  • IO BAMBINO (Archeopsiche). L’IO BAMBINO comprende quegli aspetti tipicamente infantili come la spontaneità e l’emotività nonché i comportamenti e le esperienze sperimentate durante l’infanzia. Quando è attivo lo stato dell’IO BAMBINO, ci si comporta come quando si era bambini, mettendo in atto le stesse strategie, ed essendo influenzati dalle stesse paure. Il Bambino interiore viene classificato  come:

1)      Bambino adattato è obbediente, buono, docile, è sotto il controllo del Genitore interiore.

2)      Bambino naturale è spontaneo, allegro, non è controllato dal Genitore interiore.

3)      Bambino Adattato positivo, che accetta le regole, collabora e agisce per farsi accettare,

4)      Bambino Adattato negativo, che si sottomette alle regole, si compiange e subisce per farsi accettare

5)      Bambino Ribelle positivo, che ha spirito d’iniziativa

6)      Bambino Ribelle negativo che è sempre contrario per principio

7)      Bambino Libero positivo, che si esprime in tutto liberamente, mostrandosi apertamente

8)      Bambino Libero negativo che ha paura ad esporsi ed esprimersi, è intimidito e si isola.

LA COMUNICAZIONE

Nella struttura ideata da Berne, la comunicazione tra due individui viene letta come una sorta di TRANSAZIONE che ha luogo tra i diversi stati degli attori. Tali stati possono essere complementari (adulto-bambino) o paralleli (adulto-adulto): nel primo caso abbiamo un esempio di  “transazione incrociata” e nel secondo di “transazione complementare“. Inoltre, si considerano due aspetti complementari e paralleli della comunicazione, che sono il CONTENUTO  o aspetto verbale (COSA si comunica) e la FORMA o aspetto non verbale (COME lo si comunica); tali aspetti possono essere coerenti quando il contenuto e la forma rispondono ad uno stesso criterio oppure dissonanti o contraddittori quando il contenuto e il modo in cui viene espresso non sono tra loro in armonia.

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