PORNO-TWITTER E SESSO IN 6 SECONDI: IL FASCINO DELLA SVELTINA “VISIVA”

Scritto da: Annalisa Barbier

Il porno si sdogana definitivamente su Twitter, e lo fa in maniera prorompente e imbarazzante.

La App per iPhone chiamata “Vine” è una applicazione che permette di registrare spezzoni di filmati della durata di 6 secondi, che potranno poi essere condivisi su Twitter, o altrove sul web. Fin qui nulla di male, anzi. Al posto dei famosi e limitanti 140 caratteri – che bello – compare la possibilità di registrare e condividere microfilmati: spazio alla fantasia dunque e al desiderio di condivisione.

Senonché  – udite udite ma io non mi stupisco –  la funzionalità denominata “Editor’s Pick”, che promuove un video scelto sui feed degli utenti di Vine, non distribuisce in rete e visualizza sui terminali degli utenti l’ormai celeberrimo “DildoPlay” (non cercatelo…è stato ritirato).

Se è vero che la visione del microvideo dipendeva dall’accettazione del messaggio che informava trattarsi di contenuti espliciti, questo non è servito ad attutire le polemiche e soprattutto, a ridurre la visualizzazione del video da parte degli utenti.

Insomma su Twitter ha spopolato la “video-quickie“, il filmato-sveltina da 6 secondi dai contenuti hard.

Il fascino della pornografia è argomento vecchio come il mondo, e credo che ognuno di noi si sia ormai fatto le sue idee in merito, e le mie sono di grande tolleranza nel rispetto dei bisogni e delle motivazioni altrui.

Quello che mi colpisce però – come professionista e come utente – è la facilità con cui contenuti di valore discutibile si rendano fruibili con crescente facilità. E non posso togliermi di dosso la sgradevole sensazione di essere tutti a rischio sommersione da parte di una crescente quantità di spazzatura mediatica: frasi, idee, video, foto, programmi…e chi più ne ha più ne metta. 

Roba che intontisce, anestetizza le capacità di giudizio critico e, nel caso della pornografia mordi-e-fuggi, atrofizza drasticamente e tragicamente tutte quelle capacità e quelle sottili raffinatezze dei sensi che sono la base di un erotismo e di una sessualità gratificanti e sani, dedicati all’avvicinamento all’altro e ad esso aperti e dediti. Mi spaventa la diffusione di una dilagante forma di consumismo sessuale che è illusione, povera mercificazione, frustra attività auto-referenziale condannata all’assenza di riscontro e di contatto.

Insomma va bene il porno. Ma il video porno di 6 secondi su Twitter bè… sarò antica, ma proprio non lo digerisco.

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