IL NARCISISMO: una prospettiva cognitivista

Articolo di Annalisa Barbier

Il narcisismo (disturbo narcisistico di personalità – NPD) viene diagnosticato in una percentuale della popolazione clinica che va dal 2% al 16%, e nello 0,5-1% della popolazione generale; il 50-75% di tutti i pazienti diagnosticati, sono uomini. Questa prevalenza è forse legata al modo in cui il maschio viene cresciuto ed educato all’interno della famiglia

Occorre innanzitutto chiarire una cosa: nel mio articolo parlerò del DISTURBO DI PERSONALITÀ narcisistico, entità nosologica riconosciuta.  Ma occorre sapere che tratti narcisistici – sebbene non di gravità clinica – possono comparire in individui sani in periodi particolari della vita, per poi sparire con il cambiare delle circostanze. In questo caso non si parla di patologia.

Il narcisismo (disturbo narcisistico di personalità – NPD) viene definito dal DSM-IV come: “un quadro pervasivo di grandiosità o grandeur (nella fantasia o nel comportamento), necessità di ammirazione e mancanza di empatia, che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti come indicato dalla presenza di 5 o più dei seguenti elementi”:

  • senso grandioso di importanza di sé
  • assorbito da fantasia di illimitati successo, potere, fascino, bellezza, amore ideale
  • crede di essere “speciale” e unico e di poter frequentare ed essere capito solo da persone o istituzioni speciali o di classe elevata
  • richiede eccessiva ammirazione
  • ha la sensazione che tutto gli sia dovuto; ha cioè l’irragionevole aspettativa di trattamenti di favore o di soddisfacimento immediato delle proprie aspettative
  • tende a sfruttare le persone (sfruttamento interpersonale) per i propri scopi
  • manca di empatia: è incapace di riconoscersi o identificarsi con sentimenti e necessità delle altre persone
  • spesso invidioso degli altri o crede che gli altri lo invidino
  • mostra comportamenti e atteggiamenti arroganti e presuntuosi

Dalla definizione emergono subito i tre elementi strutturali che caratterizzano l’individuo con personalità narcisistica: la grandiosità, la mancanza di empatia e l’aspettativa-pretesa (irragionevole) di essere ammirato e trattato come una persona speciale.

Come sempre accade nei disturbi della personalità, la caratteristica principale è quella che in gergo tecnico viene definita “egosintonia“: cioè la percezione, da parte dell’individuo, di certe caratteristiche di sé come assolutamente normali ed accettabili. Nel caso del narcisismo, addirittura auspicabili. Chi ne è affetto infatti, non si rende conto di avere aspettative ed atteggiamenti abnormi, comportamenti spesso scorretti e di essere tendenzialmente anaffettivo, sfruttando le relazioni interpersonali. L’individuo con NPD è solitamente spinto a ricorrere alla terapia da amici, familiari, dal coniuge, oppure in seguito ai disastrosi effetti che i suoi atteggiamenti provocano nella vita di relazione o lavorativa. Questi comprendono una forma particolare di depressione definita “depressione narcisistica“, ma anche la comparsa di fobie sociali (legate alla particolare ed intensa focalizzazione sul giudizio degli altri), ipocondria e, frequentemente, disturbi causati dall’abuso di sostanze psicoattive (assunte per mantenere elevato il senso di sé e la propria attività frenetica – tipico il caso di abuso da cocaina).

LA DEPRESSIONE NARCISISTICA

La depressione che colpisce il soggetto narcisistica è provocata dalla discrepanza esistente tra le aspettative dell’individuo (gonfiate dalla percezione di grandeur) e la realtà; compaiono pensieri automatici negativi (difficili da interrompere) relativi alle aspettative insoddisfatte, all’inferiorità degli altri e all’unicità e specialità dei propri problemi, che non tutti sono in grado di risolvere (il narcisista infatti sceglie il luminare migliore, il più costoso, il più “speciale”). Si possono verificare anche disagio e senso di isolamento legati alle difficoltà relazionali. Tuttavia, il narcisista penserà che le difficoltà siano colpa delle circostanze esterne e degli altri, che non sono in grado di comprendere la sua superiorità e sostenere i suoi progetti e il suo operato.  I narcisisti tollerano con difficoltà il disagio e sono quindi ben disposti ad intraprendere il trattamento per la depressione, che solitamente provoca in loro umiliazione e disappunto, perché li rende “umani” e sofferenti laddove essi si percepiscono perfetti e superiori.

IL NARCISISTA PARANOIDE

Un’attenzione particolare va rivolta all’associazione tra interpretazione paranoide di realtà e disturbo narcisistico di personalità. Le tendenze paranoidi possono svilupparsi quando nel paziente narcisista  predomina l’atteggiamento mentale “io contro il mondo“: in cui il soggetto percepisce se stesso come perfetto e ricco di qualità e, parallelamente, percepisce gli altri come coloro che, invidiosi dei suoi speciali talenti, cercano di impedirgli il successo e sono intenzionati a colpirlo e sminuirlo. In questo caso il soggetto, soprattutto quando l’esame di realtà è compromesso, diviene violento, aggressivo e pericoloso, percependo negli altri il “nemico” da combattere.

CONCETTUALIZZAZIONE COGNITIVA

La concettualizzazione cognitiva dell’NPD, lo vede come derivante da una combinazione degli schemi disfunzionali di A. Beck riguardo se stessi, il mondo ed il futuro (la “triade cognitiva” di Beck, molto conosciuta nell’ambito della concettualizzazione della depressione). La base principale sulla quale si costruiscono questi schemi di significato ed interpretazione, sono inevitabilmente quelle gettate da genitori fratelli ed altre figure significative dell’infanzia. In questo ambito si possono infatti verificare sostanzialmente due possibilità:

1) Le figure di riferimento educano e trattano il bambino in maniera tale da far radicare il lui alcune convinzioni distorte, quali quella di essere eccezionale e del tutto migliore degli altri (eccessiva indulgenza e favoritismo ad esempio). A tali convinzioni si affiancano, nell’individuo in crescita, irrealistiche aspettative di ammirazione, rispetto ed obbedienza da parte degli altri, ed irrazionali fantasie di grandiosità e successo. Parallelamente, sul versante relazionale non si sviluppa invece la capacità empatica ed il rispetto per l’altro, nella convinzione che tutto sia dovuto e che nulla debba darsi in cambio. Avremo quindi un quadro di personalità caratterizzato da comportamenti aggressivi, eccessiva auto-indulgenza (tutto è lecito a chi è eccezionale…), deficit della cooperazione e dell’interazione affettiva, richieste eccessive, intolleranza ed eccessiva concentrazione su di sé.

2) Narcisismo “compensatorio”. Utilizzo questa definizione per indicare quella forma di narcisismo che nasce come compensazione e ricostruzione di un valore personale che è stato costantemente disconosciuto e messo a repentaglio dalle figure di riferimento. Si verifica quando l’individuo ha sperimentato deficit, limitazioni, esclusione o rifiuto da parte delle figure di riferimento e/o dell’ambiente sociale (non sono infrequenti i casi di abuso in famiglia).  In tal caso, i sentimenti di inferiorità, non accettazione e diversità negativa possono portare alla compensativa e patologica costruzione di un sé vissuto come meraviglioso e “speciale”.

LE CARATTERISTICHE COGNITIVE DEL NARCISISMO

L’individuo narcisista si riconosce per la sensazione di specialità e inadeguata  grandiosità che porta con sé. Questo individuo infatti si percepisce unico, migliore, superiore, degno di ogni lode, reverenza e trattamento speciale. Tende a trattare gli altri con condiscendenza e sufficienza e ad essere altezzoso. Le sua relazioni interpersonali sono basate sull’esagerato concetto che ha di sé: tende a frequentare soltanto persone che ritiene “speciali” (nobili, artisti e gente dello spettacolo, upper class) le uniche, a suo dire, degne di avere a che fare con lui. Soprattutto, l’individuo narcisista  tende a IDEALIZZARE e SVALUTARE con estrema velocità e facilità le persone in base al modo in cui queste aderiscono o meno alle sue aspettative, e all’immagine superiore che ha di sé (spesso il narcisista sceglie un partner brillante, ricco ed altolocato per puntellare la propria immagine). Queste persone trattano gli altri come “fornitori” necessari al soddisfacimento dei loro bisogni: hanno relazioni di natura strumentale, una scarsa capacità di empatia ed un’affettività ristretta, a meno che non si tratti di manifestazioni di aggressività.

Personaggi affascinanti e carismatici, dietro una iniziale facciata di piacevolezza, intelligenza e garbo, i narcisisti celano (ma per poco) il loro proverbiale egoismo ed egocentrismo. Grandi manipolatori (“Uno degli aspetti negativi della personalità dei narcisi: la strumentalizzazione. Manipolano infatti eventi e persone in funzione della valorizzazione del proprio ego” W. Pasini), sono caratterizzati da formalità, eccessiva cura del particolare, aggressività verbale, arroganza, scorrettezze ed ingratitudine, critiche e disprezzo verso gli altri sono frequenti in questi individui.

I loro pensieri ruotano costantemente intorno a tematiche di successo, grandeur e disprezzo. Pretendono che gli altri siano preoccupati esclusivamente di renderli felici e di farli essere a loro agio: in caso contrario è frequente che manifestano  il loro disprezzo e la loro frustrazione con attacchi di collera, aggressività verbale, psicologica o addirittura fisica, attacchi sessuali, sproloqui offensivi.

Malgrado le occasionali illusioni di onnipotenza, il narcisismo attende da altri la conferma della sua autostima. Non può vivere senza un pubblico di ammiratori.

Christopher Lasch, La cultura del narcisismo, 1979

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