La cedevolezza è il metodo della Via

Pubblicato da JOSAYA, 2011

Nella cultura occidentale esistono termini sociali che ci attraggono irresistibilmente, che da millenni fanno parte della nostra formazione, che sono diventati punti di vista, che si sono tramutati in idee e poi in fatti e quindi in azioni. L’essere forti, decisi, efficaci, energici nell’immaginario collettivo è sinonimo di successo, di brillantezza e di riuscita nella vita. Ammiriamo chi ci sembra così, vogliamo essere così, riconosciuti in queste definizioni, insegniamo ai nostri bambini e ai giovani “inesperti” che “trionfare” significa essere invincibili… o quasi.

Il Tao Tê Ching, antico e autorevole testo ispiratore del taoismo ha in uno dei suoi più celebri passaggi un’immagine che forse solo oggi siamo in grado di comprendere nel suo significato più profondo e ad avvicinarci, in modo inizialmente meravigliato, alla potenza dirompente del concetto apparente mite “La cedevolezza è il metodo della Via”.

Nelle arti marziali orientali, tra le quali l’ipnotico Tai chi chuan, l’arte marziale interna per eccellenza, l’azione diviene sinonimo di pazienza e il cedere di accoglienza. Basterebbe osservare con gli occhi dell’ispirazione il simbolo del Tao, che rappresenta la sintesi della dualità nell’immagine dello Yin e Yang, per comprendere che ogni cosa si tramuta nel suo opposto senza soluzione di continuità. Per poter essere riempiti dobbiamo fare spazio. Per poter accedere a quel famoso vuoto dove tutto può accadere dobbiamo ripulire, sgottare, allargare a dismisura quella zona zero limiti che diventerà il giardino delle nostre meraviglie.

Per fare ciò dobbiamo diventare estremamente fluidi e privi di esperienza (memorie). Due affascinanti paragoni che utilizza il Tao sono l’acqua e il bambino. L’atteggiamento dell’acqua è quello dell’adattamento, essa prende la forma del vaso che la contiene, nel suo scorrere non evita nulla, è un elemento incomprimibile ed è nota l’azione lenta ma inesorabilmente sgretolante della goccia sulla pietra. L’acqua è la vita, è generosa con tutti e con tutto, ha un potere di massima risonanza. Il bambino è morbido, flessibile e adattabile, il suo cuore generoso e il suo sguardo entusiasta e meravigliato. Ha in modo naturale una chiara propensione alla magia (creazione) poichè la sua immaginazione (in me mago agere) è prorompente e intatta.

Il Tao dice ancora:L’uomo nasce molle e debole e muore rigido e duro. Le piante nascono molli e muoiono secche. Per questo il rigido e duro appartiene alla morte, il molle e il debole appartiene alla vita.L’immagine del bambino per Lao-tzu ha, relativamente al sistema di riferimento della vita umana, lo stesso valore dell’acqua nel sistema di riferimento della natura, ed entrambi sono usati come paradigmi del Tao.

Durezza e rigidità sono compagne della morte, morbidezza e flessibilità compagne della vita. Nulla al mondo è più morbido e cedevole dell’acqua, eppure nel distruggere ciò che è duro e forte, non vi è nulla che riesca a superarla. Un bravo guerriero non è bellicoso. La Via del Cielo è di non lottare e nondimeno saper vincere. (Lao Tzu)

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