GENITORI PASSABILI

Fu Donald Winnicott, psicoanalista inglese di formazione pediatrica, a teorizzare, nel suo straordinario contributo allo studio e all’osservazione dell’età infantile,  il concetto di madre sufficientemente buona ovvero “quella madre che, in maniera istintiva, possiede le capacità di accudire il bambino “.

Lo stesso concetto viene ripreso e esteso ad entrambi i genitori da Bruno Bettelheim nel suo “un genitore quasi perfetto” visto che tutti e due sono importanti per lo sviluppo del bambino.

Il coinvolgimento emotivo delle due figure genitoriali è alla base dell’impossilità di perseguire un ideale di perfezione nell’educazione dei figli né tantomeno è auspicabile attendersi che il bambino sia perfetto anzi tale pretesa rappresenterebbe un ostacolo alla crescita del piccolo che invece ha bisogno di sentirsi accettato con tutti i suoi limiti.

I genitori passabili sono quei genitori che vivono la propria genitorialità in modo spontaneo, autentico e vero consapevoli dei propri limiti, ansie, scoramenti, stanchezza e sensi di colpa e che sanno padroneggiare ciascuna fase dello sviluppo sociale e psichico del bambino con comprensione e sensibilità evitando che la personalità sia segnata da cicatrici di ferite psicologiche.

I genitori quasi perfetti devono evitare di tentare di costruitre il figlio che loro vorrebbero avere favorendo lo svilupo delle potenzialità del figlio in modo che egli diventi ciò che vuole essere.

Per far questo occorre che essi si sentano sicuri di sé come genitori e sicuri del loro rapporto con il figlio perché la sicurezza circa il loro essere genitori sarà l’origine della sicurezza del bambino in rapporto a se stesso.

Diventa così estremamente importante per i genitori trascorrere molto tempo con i propri figli tanto da imparare ad intuire  il senso che hanno le cose per il figlio e da far si che   il rapporto diventi sempre più profondo e positivo. Stando vicini al proprio bambino i genitori imparano a diventare creativi richiamando alla mente le loro stesse esperienze di vita infantile e così facendo arricchiscono il rapporto di empatica comprensione.

L’empatia nei confronti proprio bambino consente ai genitori di fare da tramite con il mondo esterno sintonizzandosi con i suoi  bisogni e adempiendo istintivamente alla funzione di contenere ed accudire.

Winnicott sottolinea come il bambino abbia bisogno di tempo per crescere.

All’inizio i suoi bisogni sono urgenti e non è in grado di sopportare l’attesa né emotivamente né biologicamente; se è sottoposto a una frustrazione quando non è pronto a sopportarla, prova una “angoscia impensabile” – perde cioè il controllo delle sue emozioni e della percezione della realtà, il suo Io si disgrega e lui cade in preda al panico. Il ripetersi di esperienze negative può ostacolareilnormale strutturarsi dell’Io, lasciando la psiche del bambino fragile, ritardando il suo adattamento alla realtà, facendogli prolungare la fase di dipendenza. Il contenimento, risparmiando al bambino le angosce impensabili, gli permette di costruirsi un solido equilibrio dell’Io e fornisce le basi della salute mentale. All’opposto l’eccessivo contenimento e il rifiuto da parte dei genitori di sottoporre il piccolo alla frustrazione quando questa è sopportabile non consente al bambino di rafforzarsi e prepararsi ad un mondo non facile.

I genitori passabili imparano a gestire l’alternarsi di contenimento e frustrazione in modo creativo perché allevare i figli è un’impresa e un’arte più che una scienza.

Scritto da: Fosca Panvini Rosati – Counselor

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