PROBLEM SOLVING: QUANDO LA FRUSTRAZIONE FA BENE

La frustrazione è la condizione in cui viene a trovarsi l’individuo quando è ostacolato nel soddisfacimento dei propri bisogni, o nella gratificazione dei suoi desideri. È una condizione psicologica che si verifica quando un ostacolo impedisce il conseguimento di un nostro obiettivo.

L’esperienza della frustrazione, molto comune nell’esistenza di ognuno, ha un valore formativo importante poiché favorisce la ricerca di soluzioni al problema; tuttavia una condizione costante di frustrazione è nociva in quanto in grado di bloccare indefinitamente un comportamento, generando nel lungo termine un profondo e doloroso sentimento di impotenza.

Seligman (1986) aveva coniato il termine di “IMPOTENZA APPRESA”, che si sviluppa a seguito di numerose e ripetute esperienze frustranti.

Questa condizione psicologica è caratterizzata da:

  • perdita della speranza: l’individuo, a fronte dei fallimenti ripetuti nel raggiungimento di un obiettivo, si convince di non essere in grado di poterlo raggiungere
  • sopravvalutazione dell’ostacolo: l’individuo non solo vede l’ostacolo come ormai insormontabile ma perde anche la capacità cognitiva di “vedere” – in se stesso e nell’ambiente –  le risorse necessarie per fronteggiare la difficoltà.

L’impotenza appresa arriva a strutturarsi come uno stabile sistema di credenze ed opinioni, in base a cui l’individuo, di fronte ad un ostacolo anche temporaneo, sviluppa l’idea irrazionale che non ci sia nessuna risposta risolutrice.

Se numerose esperienze frustranti possono generare patologia, l’assenza delle stesse, invece, può portare al blocco dei tentativi di cercare soluzioni al superamento delle difficoltà. In condizioni ottimali la presenza dell’ostacolo fa valutare delle soluzioni possibili del problema che comportano la possibilità di dividerlo in compiti più semplici, di riorganizzare gli elementi a disposizione, di valutare e scegliere tra varie alternative disponibili. Si aumenta, in questo modo, lo sforzo sia fisico che cognitivo che la persona mette in atto, incrementando le possibilità di successo nel raggiungere lo scopo che ci si è prefissato.

Un individuo che non ha mai avuto esperienza di impedimenti nella realizzazione dei suoi desideri, potrebbe rimanere bloccato nel mettere in atto risposte adattive per superare l’ostacolo e questo a causa della scarsa abitudine a ragionare in termini di “problem solving”, attitudine che si instaura soprattutto a seguito di esperienze frustranti.

La frustrazione è un importante veicolo per giungere alla scoperta di se stessi. L’insoddisfazione dovuta al fatto di accorgersi che non tutti i desideri trovano immediato appagamento, porta alla scoperta della propria dipendenza dagli altri e conduce alla percezione dei propri limiti e dell’esistenza di un mondo esterno sul quale il nostro potere è limitato. L’assenza totale della frustrazione è rischiosa.

Molti genitori di oggi, invece, assecondano in tutto i loro figli ed acconsentono alle pretese e alle richieste più assurde e disparate per evitargli la minima delusione. Essi credono in questo modo di realizzare la felicità dei loro figli, ma in realtà dimostrano di conoscere poco la psicopedagogia e di non essere lungimiranti rispetto alla personalità del figlio che stanno plasmando. I genitori devono capire che anche i “no” aiutano a crescere. I bambini hanno un assoluto e disperato bisogno di limiti, confini e regole che li aiutino nel processo di formazione della propria identità e di comprensione della realtà. Il mondo sociale che il bambino affronterà sarà costellato da esperienze deludenti ed insoddisfacenti che contrastano con le sue necessità. Se fino ad allora al bambino tutto è stato consentito, e non ha mai subito un’esperienza frustrante, non sarà mai in grado di trovare le forze necessarie di fronte ad un insuccesso esterno che per la prima volta gli mostrerà la realtà come ostile e disinteressata ai suoi desideri.

Per essere forte, una persona deve acquisire la tolleranza alle frustrazioni, la capacità di percepire la realtà come essenzialmente indifferente ai bisogni umani e di comprendere che anche le altre persone hanno delle esigenze che non sempre collimano con le proprie, ed anzi, molto spesso colludono.

Talvolta ci si può ritrovare frustrati per la propria incapacità di controllare situazioni che sono probabilmente ingestibili da qualsiasi essere umano, ciò nonostante la saggezza deriva dal considerare le frustrazioni come una parte inevitabile della vita di ciascuno. Una delle esperienze più difficili da affrontare emotivamente è quella del desiderio frustrato, tuttavia le delusioni vanno sfidate con un atteggiamento reattivo ed una mentalità vincente che stimoli il problem solving e la ricerca di alternative per superare gli ostacoli.

A cura di: Dott.ssa Francesca Grimaldi

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