IL VUOTO NARCISISTICO

Interessante articolo del Dott. Zambello sul Narcisismo patologico.  Anche se di formazione Psicoanalitica quindi assai diversa dalla mia dal punto di vista del sistema teorico-interpretativo e dell’intervento terapeutico, trovo le sue parole chiare, assolutamente vere ed utili per tutti coloro che – almeno una volta della vita –  si sono imbattuti in un personaggio dalle caratteristiche sempre più note e presenti…

 

In una società che sempre più spinge verso l’apparire a scapito dell’essere, dilaga  il Narcisismo come disturbo della personalità.

di Renzo Zambello

 

Il Narcisismo come disturbo della personalità nulla ha che vedere con l’aggettivo narcisista così come noi  comunemente lo usiamo. In questo caso intendiamo una persona vanitosa, presuntuosa fino a  quasi a rendersi  ridicola. Nel caso  del disturbo di  personalità ci troviamo difronte ad una sofferenza  seria che va compresa  nelle sue dinamiche e possibilmente curata

Per capire questo disturbo ci dobbiamo rifare al mito di Narciso. Esistono diverse versioni,   la più nota  è  la versione di Ovidio, contenuta nelle Metamorfosi. Narciso  figlio di una  ninfa  e del dio fluviale Cefiso  famoso per la sua bellezza, cresce  incredibilmente crudele e incapace di provare amore.  A seguito di una punizione divina si innamora della sua stessa immagine riflessa in uno specchio d’acqua.  Resosi conto dell’impossibilità del suo amore si  lascerà infine   morire incapace di dare una risposta ad  Eco la ninfa dei monti che si era innamorata di lui.

Ciò che si legge nel mito è la tragedia che affligge queste persone che spasmano nell’attesa di trovare amore  che invece  contrasta con  la loro impossibilità ad amare.

Innamorati dell’amore sono condannati a rimanere soli.

Le persone  con disturbo narcisistico si accostano agli altri non cogliendoli per quello che sono ma come “proiezioni” si sé. Gli altri vengono investiti del proprio sé, della propria immagine, amati, molto spesso idealizzati non per quello che sono ma come “immagine di sé”. Pensate a Narciso sullo specchio d’acqua, vede solo se stesso, ama se stesso.

Ben preso l’altro, ma anche le cose,  i progetti, presentando la loro dimensione reale che non è, non può essere quella idealizzata e proiettata, il narcisista   si sente così tradito ed abbandona ogni persona, oggetto o  progetto senza il minimo senso di disagio per l’alto. Gli altri sono oggetti da usare o abbandonare incuranti dei loro sentimenti.

Spesso il narcisista investe in progetti  grandiosi e se è vero che avverte  gli altri, nella fase proiettiva,  come “dei”, persone perfette, lui stesso  è   assorbito da fantasie di successo e potere. Crede di essere uno, speciale ed unico. Ma tutto questo però lo rende  fortemente instabile ed ha bisogno di controllare gli altri che avverte come pericolosi perché lo possono deludere. Vive in un mondo “fantasticato” che però sa di essere falso ed  avverte che in ogni momento potrebbe crollare.

Lui che si sente l’Unto”  nutre in verità forti sentimenti di invidia per gli altri. Il paradosso di tutto questo è che  sotto questi pensieri di perfezione,  megalomanici c’è una sensazione di sé molto fragile, un vuoto interno che non si colma mai ma che anzi, ogni giorno diventa sempre più profondo.

Il Narcisista sente di esistere  solo nella sua immagine e  vive in uno stato di povertà emotiva e vitale che avverte come mortifera. La terapia deve  necessariamente psicodinamica. Non sono terapie brevi e  a volte molto dolorose ma che permettono al paziente di  rinascere  e vivere finalmente libero

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