SCOPRI LA DEA CHE E’ IN TE: 2° PARTE

LE DEE VULNERABILI

ERA

  • Il mito: la maestosa, regale, splendida Era, che i romani conoscevano come Giunone, era la dea del matrimonio. Si narra che era moglie di Zeus, il quale era molto infedele, ma lei rivolgeva la sua rabbia furiosa contro le amanti, piuttosto che verso il marito. Era, dea che fu riverita ed oltraggiata, onorata ed umiliata, possiede attributi positivi e negativi assai più marcati di altre dee.
  • L’archetipo: archetipo che rappresenta una forza di potente intensità, sia nella gioia che nel dolore.
  • La donna: la donna che veste questo ruolo si sente incompleta senza un compagno, ed una volta sposata intende rimanere tale nella buona o nella cattiva sorte. Le piace fare del marito il centro della propria vita, e spesso sposa un uomo che rappresenta sia una creatura bisognosa di calore, sia un uomo potente. Se da piccola vive in una famiglia dove non regna l’armonia, la donna Era farà di tutto per sposarsi, al fine di costruire lei una situazione familiare in cui si senta protetta, e dove possa concretizzare l’ideale che ha del matrimonio. La sessualità va di pari passo al matrimonio, generalmente arriva vergine all’altare, quindi la sua scoperta della sessualità dipende da ciò che le trasmette il marito. Per lei il lavoro è un aspetto secondario della vita, quindi farà di tutto per conciliarlo con la vita matrimoniale. In genere la donna Era non da molta importanza alle amicizie e di solito non ha un’amica del cuore. La donna Era reagisce alla perdita e al dolore con la collera e con l’attività (spesso andandosene), inoltre cade nel vittimismo che la fa sentire potente anzichè rifiutata.
  • Aspetti negativi: può restare prigioniera fra archetipo e cultura, infatti per non andare contro al credo religioso, preferisce portare avanti un matrimonio all’insegna della sofferenza. La donna Era condanna e punisce le altre donne escludendole o dando loro ostracismo, tende a porsi come giudice della società; può essere vendicativa se scopre che l’uomo, su cui aveva riversato tutte le sue attenzioni, non le riconosce l’impegno che mette in ciò che fa. Se insicura è molto esposta alla gelosia, e quando il marito in pubblico la trascura si sente umiliata e poco considerata.
  • Aspetti da integrare: questa tipologia di donna è importante che riconosca l’influenza di Era, comprendendo le suscettibilità che le sono proprie al fine di andare oltre la dimensione che l’archetipo rappresenta; imparando a fare delle scelte che la gratifichino e non lasciando che sia sempre il marito a decidere. Nel momento della rabbia non si deve lasciare sopraffare da questa emozione, ma riflettere sulle scelte che ha a disposizione, imparando a canalizzare collera e gelosia in un’attività che le permetta di trasmutarle (pittura, scrittura, lettura, lavoro). E’ importante che impari ad accettare la fine di un rapporto, staccandosi da un sentimento di gelosia e rancore se il compagno ha deciso di lasciarla.

DEMETRA

  • Il mito: dea delle messi (presiedeva all’abbondanza dei raccolti), nutrice e madre. I romani la conoscevano come Cerere “cereale”.
  • L’archetipo: è l’archetipo della madre, rappresenta l’istinto materno che si realizza nella gravidanza o nel dare agli altri nutrimento fisico, psicologico o spirituale. Chi incarna questo ruolo è impaziente di diventare madre. L’archetipo materno spinge la donna ad essere nutrice, generosa e disinteressata, e a cercare la propria soddisfazione nel curare e accudire gli altri. Se l’archetipo Demetra cade in depressione immediatamente sospende il contatto emotivo con il figlio o il compagno, il quale si sentirà abbandonato, ma essendo dipendente da lei potrà incontrare difficoltà gravi a livello psicologico.
  • La donna: alla donna Demetra piace preparare grandi pranzi per la famiglia e gli ospiti, ed è invasa dal piacere quando le fanno i complimenti per le sue attitudini di buona madre. Altro attributo è la perseveranza, infatti rifiuta di darsi per vinta quando è in gioco il benessere dei figli. Quando questo archetipo è predominante in una donna, e lei non riesce a gestirlo, può cadere in depressione al momento in cui i figli se ne vanno, sindrome da “nido vuoto”, e sentirsi inutile. Nei suoi rapporti è provvida e protettiva, soccorrevole e generosa, attenta a ciò che la circonda, altruista e leale verso le persone e verso i principi. Se la bambina Demetra nasce in una famiglia in cui il padre non ha un istinto paterno, svilupperà in età adulta un atteggiamento di vittima. Generalmente questo tipo di donna predilige uomini che appaiono immaturi ed insicuri, su cui lei può esercitare le sue cure, però poi molto spesso diventano completamente dipendenti da lei, si crea un legame amante-figlio e frequentemente lei è cronologicamente più grande. Sessualmente non è molto attiva, preferisce effusioni e coccole. Questo tipo di donna è vulnerabile, ed ha difficoltà a dire di no anche quando è molto stanca,ma invece di ammettere il proprio sentire diventerà apatica ed aggressiva. Queste qualità trovano espressione in professioni sociali come l’insegnamento, la cura dei malati, e nel lavoro non sarà competitiva e neanche intellettualmente ambiziosa.
  • Aspetti negativi: manifesta vittimismo, potere e controllo, lasciandosi andare a manifestazioni di rabbia e depressione; tende a creare rapporti di dipendenza. Generalmente esercita un controllo eccessivo sull’altro e crea attorno a sè insicurezza e inadeguatezza. Il suo comportamento passivo-aggressivo la fa apparire incapace di gestire le difficoltà, e questo la fa sentire in colpa.
  • Aspetti da integrare: dovrebbe imparare ad esprimere la rabbia, anzichè comprimerla dentro di sè, così facendo ridurrebbe il rischio di cadere in depressione; imparando anche a dire di no quando è stanca, eviterebbe la sensazione di vuoto e di depressione dovuti agli impegni eccessivi. Dovrebbe “lasciare andare e lasciare crescere”. Dovrebbe accettare di chiedere aiuto quando si trova in difficoltà, ammettendo che non è in grado di gestire la situazione, imparando a diventare madre di se stessa, chiedendosi cosa è meglio per lei. Sarebbe indicato che non restasse fissata ad una fase, reagendo all’apatia, al fine di non restare in un’esistenza vuota e sterile: imparando ad accettare che la vita ha degli alti e bassi ed attraverso la fluidità può riuscire a superare un momento difficile uscendone con una più profonda saggezza e comprensione spirituale.

PERSEFONE

  • Il mito: questa dea aveva due nomi, a simboleggiare i due aspetti contrastanti che la distinguevano: Kore ossia giovane fanciulla che ignorava chi fosse, e Persefone regina degli inferi data la sua capacità di gestire piani profondi della propria psiche. Dai romani era chiamata Proserpina o Core. Come regina degli inferi, Persefone era una donna matura, che regnava sulle anime dei morti, guidava i viventi negli inferi e pretendeva per sè ciò che desiderava. Questo aspetto sta a rappresentare la capacità di muoversi fra la realtà egoica del mondo oggettivo e la realtà inconscia della psiche
  • L’archetipo: quando questo archetipo è attivo è possibile che la donna operi una mediazione fra i due livelli (fanciulla e regina degli inferi), integrandoli entrambi nella personalità, e faccia da guida ad altri che “visitano” il mondo sotterraneo nei sogni o nelle fantasie, oppure a coloro che perdono il contatto con la realtà. Simbolicamente il mondo degli inferi può rappresentare gli strati più profondi della psiche, il luogo dove giacciono i sentimenti ed i ricordi, dove si trovano immagini ed istinti, sentimenti archetipici comuni a tutta l’umanità (inconscio collettivo).
  • La donna: la donna che incarna questo archetipo non è predisposta ad agire, ma ad “essere agita” dagli altri, vale a dire ad avere un comportamento condiscendente ed un atteggiamento passivo. L’aspetto di fanciulla archetipica rappresenta una giovane che ignora chi sia, ancora inconsapevole dei propri desideri e delle proprie forze: l’atteggiamento è quello dell’eterna adolescente indecisa su ciò che vuole essere da grande. Tende anche a compiacere la madre e ad essere “la brava bimba” obbediente ed attenta, spesso vive al riparo o protetta da esperienze che presentino dei rischi. Donna che si adatta ai desideri dell’altro, in quanto non è abbastanza consapevole di sè, da essere capace di dare un’immagine di quella che è la sua vita soggettiva. La sua innata recettività la rende molto duttile, e ciò la porta a fare qualsiasi cosa gli altri si aspettino da lei. Persefone è giovinezza, vitalità e la donna che incarna questo archetipo è recettiva ai cambiamenti e rimane giovane di spirito per tutta la vita. La bambina Persefone, iperprotetta, svilupperà un atteggiamento fragile e bisognoso di protezione e guida, e resterà dipendente a qualcuno. Sessualmente è inconsapevole della propria sessualità, aspetta il principe azzurro che giunga a svegliarla. Con gli uomini è una donna-bambina, dall’atteggiamento remissivo e giovane. Se è carina può attirare l’amicizia di donne che non si considerano particolarmente femminili, che proiettano su di lei la propria femminilità non sviluppata, e la trattano come qualcosa di speciale. Generalmente passa da un lavoro all’altro nella speranza che ne trovi uno che la interessa davvero. Vive nel “Paese che non C’è” come Wendy con Peter Pan, vagabondando e giocando con la vita. Oppure se la donna ha superato crisi psicologiche profonde può decidere di aiutare altri ad uscire da questa situazione, scegliendo di lavorare in reparti psichiatrici. Come la dea, la donna Persefone può evolvere nelle varie difficoltà della sua vita o rimanere fissata ad una fase.
  • Aspetti negativi: il narcisismo può essere una trappola per questa donna, infatti può fissarsi su di sè con tanta ansia da perdere la capacità di rapportarsi agli altri. Soggetta alla depressione, chiude ermeticamente dentro di sé rabbia o dissenso.
  • Aspetti da integrare: la donna Persefone può superare la sua dimensione se è costretta ad affrontare la vita con le sue sole forze e prendersi cura di sè, solo quando non ha qualcuno che decida per lei può crescere. E’ in grado di sviluppare qualità estatiche e numinose da sacerdotessa, arrivando a sentirsi inebriata dai rituali e può sviluppare potenzialità di medium o sensitiva, per fare ciò deve superare l’aspetto “Kore”. Se scesa nelle profondità di se stessa e superato le difficoltà, può essere d’aiuto a persone che attraversano tali fasi, diventando guida per gli altri.

AFRODITE

  • Il mito: dea alchemica dell’amore e della bellezza, donna creatrice ed amante. Chiamata dai romani Venere. Nella mitologia greca, Afrodite era una presenza che incuteva reverenza, perchè provocava nei mortali e nelle divinità l’innamoramento ed il concepimento di una nuova vita. Ispirava la poesia e le parole persuasive, e rappresentava il potere di trasformazione e di creazione proprio dell’ amore. Afrodite in tutti i rapporti non fu mai vittima della passione non ricambiata nei suoi confronti.
  • L’archetipo: l’archetipo Afrodite determina il piacere che certe donne provano per l’amore, la bellezza, la sensualità e la sessualità. Afrodite rappresenta la spinta a garantire la continuazione della specie. Questo archetipo rappresenta una forza immensa di cambiamento, infatti attraverso questa dea fluivano attrazione, unione e nascita di una nuova vita.
  • La donna: ogni donna nel momento in cui si innamora di qualcuno che ricambia quel sentimento, diventa la personificazione di questo archetipo. Si trasforma da essere mortale in dea dell’amore, si sente attraente e sensuale. Si innamora spesso e volentieri ed ha un magnetismo personale che attira gli altri in un campo carico di erotismo. Se l’archetipo riesce ad esprimersi, non di rado la donna si trova in opposizione con i modelli correnti di moralità, fino a rischiare l’ostracismo. Colei che incarna questo archetipo se rimane incinta non è perchè animata dal desiderio di avere un figlio, ma perchè desidera sessualmente l’uomo che ama. La donna che si identifica con Afrodite spesso è estroversa e la sua personalità esprime una brama di vita e un che di selvaggio. Tende a vivere nel presente immediato, prendendo la vita come se non fosse niente di più di un’esperienza dei sensi. Generalmente quando è piccola ama stare al centro dell’attenzione ed indossare abiti belli, ed i genitori assecondano e sono orgogliosi di tali caratteristiche, ma poi arrivata in età adolescenziale gli stessi parenti la tengono molto sotto controllo, e la rimproverano di tali comportamenti, che possono attirare i ragazzi. Tutto questo crea molta confusione nella giovane, che arriva a sentirsi in colpa senza sapere bene la motivazione. Quando la donna Afrodite cresce in un’atmosfera che condanna la sessualità femminile, può accadere che tenti di soffocare l’interesse per gli uomini e si consideri impura per i desideri sessuali che sente. Per la donna Afrodite è difficile realizzare un matrimonio monogamo e durevole, le piacciono gli uomini che attira con il suo fascino e con l’interesse che dimostra per loro: un interesse seduttivo, che fa sentire un uomo speciale e sexy. Il lavoro che non la coinvolge da un punto di vista emotivo non la interessa, a lei piacciono varietà ed intensità, compiti ripetitivi come le faccende di casa, o un impiego monotono l’annoiano, adora svolgere un’attività che le permetta di utilizzare la sua creatività. Molto spesso questo tipo di donna non è bene accettata dalle altre, in quanto gelose del suo fascino ed eleganza. In genere si trova bene con donne che hanno il suo stesso archetipo. L’artista immerso in un processo creativo, è ispirato dall’archetipo di questa dea.
  • Aspetti negativi: se legata ad un amore infelice, in cui il suo lui non la considera molto, può lasciarsi travolgere dai sentimenti e arrivare ad accontentarsi delle piccole attenzioni che le arrivano dall’uomo che desidera, ma tutto questo le crea uno stato di sofferenza; se invece s’innamora di un uomo che non è interessato a lei, il suo coinvolgimento ossessivo può portarla a rimanere in questa situazione anche per anni, impedendole di concentrarsi su altri rapporti.
  • Aspetti da integrare: riconoscere la distruttività di un attaccamento verso un uomo che non la desidera. Imparare che quando deve prendere una decisione importante, è fondamentale che entri in contatto con i sentimenti contrastanti e conflittuali che vive, cercando di analizzarsi e capire cosa è veramente importante per lei, vagliando i sentimenti, i valori, e le motivazioni che sente. Apprendere a non rimanere ferita quando si trova in competizione con persone aggressive, che vogliono ottenere potere e posizione, e sviluppare il proprio potere personale, rimanendo però una persona tenera e comprensiva. Imparare a tenere una certa distanza emotiva dai rapporti, in modo da averne una visione complessiva scegliendo così ciò che per lei è significativo: questo le consentirebbe di non idealizzare un uomo. Dovrebbe imparare a dire no se necessario, nonostante la disponibilità che la caratterizza, al fine di non subire imposizioni.

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