PERCHE LA VITTIMA DIVENTA VITTIMA

Mi è stato chiesto, in riferimento al mio precedente post su “L’AMORE MALATO”,  come mai alcune donne diventano “vittime”  di una relazione sentimentale problematica, fino al limite della violenza estrema. La risposta non è semplice e comporta l’analisi e la considerazione di diverse variabili di natura sociale, culturale e psicologica. Questo articolo non ha la presunzione di essere esaustivo, ma di indicare alcuni elementi importanti dei quali volendo, potrete approfondire la conoscenza.

  1. Quando parlo di variabili di natura sociale mi riferisco a quelle relative alle caratteristiche della rete sociale di riferimento: la donna può contare sull’aiuto e la presenza di familiari? amici? colleghi di lavoro? conoscenti? Forze dell’ordine e servizi assistenziali? Il modo e la misura con cui è possibile per lei ricorrere all’intervento di queste entità a volte rappresenta uno snodo fondamentale per la possibilità di denunciare pubblicamente una condizione di violenza domestica, e richiedere quindi ufficialmente aiuto e sostegno. IN mancanza infatti di una rete sociale di un sistema efficace di assistenza e sostegno concreto, molte donne rinunciano a rendere nota la propria condizione, nel timore di dover poi affrontare conseguenze anche peggiori (non ultime la mancanza di un luogo dove andare a stare, o di denaro).
  2. Le variabili di natura culturale comprendono tutto ciò che fa parte del bagaglio culturale della famiglia, comunità o nazione di provenienza. Ciò che si apprende a considerare come “accettabile”, “accettato” o “indesiderabile”. Non è infrequente imbattersi in donne la cui cultura familiare e/o sociale considera “accettabile” se non addirittura “normale” che il marito le picchi o le tratti come delle schiave, o usi violenza psicologica nei loro confronti.
  3. Arriviamo alle variabili psicologiche. L’atteggiamento frequente nelle donne che diventano o rischiano di diventare vittime di abusi (fisici o psicologici) è caratterizzato da scarsa autostima e scarsa considerazione di sé, convinzione profonda di non meritare nulla e di dover fare di tutto per ottenere cura, attenzione ed amore (compreso assoggettarsi all’uomo padrone, o accettare offese e violenze). Questi atteggiamenti (sistemi assiologici, convinzioni, modalità di interpretazione del mondo e di se stessi nel mondo) non sono consapevoli,  anzi nella maggior parte dei casi esercitano il loro immenso potere dal profondo della psiche, là dove risiedono le radici dei nostri comportamenti e del nostro stile cognitivo. E queste radici si sono formate durante l’infanzia (precetto di freudiana memoria sempre valido.

Nel prossimo articolo approfondirò proprio le VARIABILI PSICOLOGICHE che rendono alcune donne “vittime” perfette.

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