ELOGIO DELLA FUGA: OVVERO COME INTERROMPERE LA MANIPOLAZIONE EMOTIVA

Quante volte ti è capitato di avere la sensazione che una relazione – amicale, lavorativa o sentimentale – apparentemente perfetta, ti stringesse il cappio attorno al collo facendoti sentire come imprigionato?

O che un malessere strisciante, apparentemente immotivato ma inesorabile, facesse capolino nella tua vita sottoforma di vaga insoddisfazione, tristezza, senso di oppressione o frustrazione e rabbia?

La Manipolazione Emotiva (ME) è un fenomeno estremamente diffuso e spesso sottovalutato e “sottodiagnosticato”, che prevale nelle relazioni in cui esiste una forte componente di coinvolgimento emozionale e sentimentale: rapporti uomo-donna, madre-figlio, rapporto con l’amica-del-cuore, rapporti lavorativi tra superiore e sottoposto.

Questo inquietante fenomeno consiste nel tentativo – riuscito – da parte di un elemento della coppia che chiameremo “manipolatore”, di ottenere conferma dell’appropriatezza della sua visione dei fatti da parte dell’altro elemento della coppia, che definiremo “vittima consenziente”; questo attraverso un gioco sottile basato sul bisogno da parte della “vittima” di ottenere conferma ed accettazione dal “manipolatore”.

Non è un caso che abbia usato il termine “vittima consenziente” per designare l’altra parte in gioco: usualmente infatti la vittima accetta la visione dei fatti che le viene in qualche modo imposta e che SA non essere vera, per una delle seguenti ragioni:

  • Non vuole affrontare una discussione che potrebbe essere estenuante o violenta
  • Non vuole incorrere nella disapprovazione
  • Non vuole deludere l’altra persona
  • Non vuole rinunciare all’immagine idealizzata che ha dell’altro
  • Dubita della propria visione dei fatti
  • Dubita delle proprie reali capacità

Queste sono le ragioni che più frequentemente ho incontrato nella mia esperienza professionale e personale, ma potremmo allungare l’elenco aggiungendo tutte le sfumature che le singole esperienze individuali potrebbero indicare.

Il gioco della manipolazione prevede solitamente una “vittima consenziente” emotivamente dipendente, o insicura e fragile, con una bassa autostima ed un “manipolatore” caratterizzato da rigidità, bisogno di imporre la propria visione del mondo, narcisismo e tendenza al controllo, quando non addirittura da un temperamento francamente violento.

Il meccanismo inizia in maniera subdola e prende piede nel tempo con una velocità ed una chiarezza che dipendono direttamente dalla resistenza della “vittima”; così possiamo trovarci di fronte a manipolazioni discrete ed occasionali che possono durare immutate per mesi o anni, oppure evolvere in fenomeni caratterizzati da elementi di violenza psicologica o fisica, nell’ambito di relazioni duali francamente patologiche.

IL MALESSERE CHE NE DERIVA E’ GRANDE

La “vittima” finisce con il sentirsi sempre meno adeguata e sempre meno in linea con la propria personalità, non si sente più “se stessa” vive in balia di emozioni come l’insicurezza, la frustrazione, la rabbia e la paura. Finisce con l’abdicare a se stessa per non deludere l’altro, per non rinunciare alla relazione.

MA COME FARE ALLORA PER SOTTRARSI ALLA MANIPOLAZIONE?

Non è facile ma è semplice: occorre RITIRARSI dalla discussione, rinunciando al bisogno di accondiscendere, alla paura di non piacere, alla necessità di mantenere un equilibrio fittizio e troppo costoso.

Occorre in sostanza FUGGIRE da un confronto che non è destinato ad essere costruttivo ma solamente a rappresentare l’ennesimo fallimento emotivo, nel tentativo di essere riconosciuti da un manipolatore che non è in gradi di ri-conoscere l’altro al di fuori della sua visione del mondo.

TU CHE NE PENSI? LASCIA UN COMMENTO!

11 thoughts on “ELOGIO DELLA FUGA: OVVERO COME INTERROMPERE LA MANIPOLAZIONE EMOTIVA

  1. Io ci sto provando e spero di farcela, altrimenti mi ammalo e non vedo il motivo! Leggendo molte cose ho capito che mi ha aiutato a capire ed avere più consapevolezza che veramente è un manipolatore perché mi venivano molti dubbi prima. Con l’amore ho provato a guarirlo………ma tutto inutile. Credo pero che queste persone sono infelici……mi fanno molta pena.

  2. Sono d’accordo con il concetto di fuga , sottrarsi a un rapporto non costruttivo, prendere le distanze. E poi, Massimo, la fuga coincide proprio con il cominciare a fregarsene di ciò che pensa di noi la persona prevaricatrice. Ormai è un suo problema. Chi ‘fugge’ ha deciso di volersi più bene e accrescere la propria autostima, rinunciando all’approvazione a tutti i costi del prevaricatore. Ciaoooo

  3. Pingback: SULLA MANIPOLAZIONE EMOTIVA | Il Bello della Psicologia

  4. Penso che non sia corretto il termine “fuggire da un confronto” in quanto la persona prevaricatrice lo assimilerebbe ad un comportamento passivo!

  5. Mi ci ritrovo anche se faccio veramente fatica a vedermi come vittima,però sarebbe anche utile spiegare perchè si diventa manipolatori,sarebbe interessante esplorare non solo i contesti in cui ci sentiamo “vittime” ma anche perchè ne siamo attratti e,di conseguenza: cosa c’è dall’altra parte che ci attrae?Perchè andiamo a incastrarci così bene?

    • vero… ho già in mente qualcosa in proposito! la risposta alla tua richiesta arriverà nei prossimi giorni 😉
      ora mi voglio riposare un po’ perché ho la faccia a forma di monitor e domani si ricomincia con la danza delle ore…

      • Beata te che hai la faccia a forma di monitor,la mia al massimo ha forma di culo!!!
        Buona Domenica!
        😉

    • ho scoperto che dall’altra parte c’è il vuoto assoluto. chi subisce ha solo la colpa di saper donare amore. di credere che non esistano persone senza sentimenti, “che non provano sentimenti”. dall’altra parte, c’è un essere freddo, vuoto, che invidia chi è capace di provare sentimenti, e che gli ricorda costantemente a cosa a rinunciato per non soffrire, tutto cio gli brucia tanto, che prima, invidia questa capacita dell’altro e quindi, inizia ha sedurlo a conquistarlo, e secondariamente siccome non riesce ad appropriarsi di questa capacita dell’altro, tentando di copiarlo, se ci fai caso ti copiano persino come cammini, come gesticoli ecc. infine siccome non riescono a copiarti l’anima-( modo di amare), allora il dolore e cosi grande che devono distruggere l’oggetto del dolore, ovvero la tua anima

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