LE SEGHE MENTALI FANNO MALE E NON SERVONO A NIENTE: articolo semiserio ma utilissimo!

Innanzitutto devo questo atto creativo ad una frase di Andrea Grassi sull’importanza del processo di de-seghizzazione mentale, e dire questo era  un atto dovuto!

Fatto ciò ed alleggeritami dal peso della gratitudine ;-), vado ed esprimermi su una delle questioni maggiormente importanti nell’ambito dell’intervento psicologico di consulenza, sostegno e terapia: ciò che Giulio Cesare GIACOBBE definisce, in un suo utilissimo e divertentissimo libro:  le “seghe mentali”.

Ma cosa sono le seghe mentali?

Dicesi sega mentale il pensiero a cose che non hanno attinenza con la realtà.
A te sembrerà da questa definizione che allora le seghe mentali tu non te le fai mai. Questo tuo pensiero è un esempio tipico di sega mentale. Tutto sta nella definizione di realtà, naturalmente. La mia definizione di realtà è l’unica reale, come può confermarti un qualsiasi contadino della bassa padana.
La realtà è il nostro corpo e l’ambiente fisico che ci circonda.
Le persone normali (ad esempio io e l’idraulico di Busalla che ho conosciuto l’altra domenica quando sono andato a funghi) sanno benissimo che le cose stanno così. I nevrotici (isterici, nevrastenici, ansiosi, depressi, schizoidi, paranoidi ecc.), ossia tutti gli altri, sono irrecuperabilmente convinti che la realtà stia dentro la loro testa. C’è di che spararsi. E infatti molti lo fanno. 
Ma questo non basta a pareggiare le due categorie. I nevrotici, purtroppo, sono sempre la stragrande maggioranza.”

Ecco spiegato cosa sono, con le parole dello stesso Autore (che a me fa morir dal ridere). Avete le idee più chiare ora vero? …sono certa di si…

Possiamo andare a incominciare allora. La sega mentale quindi è un pensiero “a salve”, una pre-occupazione, un’occupazione mentale interiore che prevede l’atto del pensare ripetutamente ed in maniera a volte molto articolata, su una questione che ci riguarda e che vorremmo in qualche modo risolvere, padroneggiare, terminare. Fin qui tutto normale – direte voi – ma il punto è un altro. Il punto è che il pensiero ha un senso sano e costruttivo solo nel momento in cui precede, guida ed orienta L’AZIONE.

Tipicamente invece la sega mentale – o pensiero ricorrente, preoccupazione ricorrente, loop mentale ecc ecc –  è un pensiero senza azione, che nasce vive cresce e si riproduce autoreferenzialmente – come un tumore nella mente, senza dar luogo al benchè minimo piano di azione concreto.

Questo pensiero sembra sano perchè è legato all’illusione di poter controllare la realtà ma in realtà è sano soltanto se PREPARA ALL’AZIONE, cioè se serve a valutare e preordinare un piano di modificazione e di intervento sulla realtà che venga poi concretamente messo in pratica.

Esempio:

  1. EVENTO: ti arriva la rata del mutuo, ti rendi conto che devi pagare una cifra esagerata e questo mese proprio non ce la fai con le spese!
  2. PENSIERO-PREOCCUPAZIONE: del tipo “oddio come farò… mi toglieranno la casa… andrò sotto un ponte… come faccio a pagare…” … e via con questo tenore, fino al fatidico “non pagare è una cosa gravissima – mi verranno a pignorare la casa” . Paura!
  3. REAZIONE (fisiologica): sudorazione, tachicardia aumento del respiro tensione muscolare e – forse – anche mal di stomaco!
  4. SEGA MENTALE: il tutto diventa una lunga, ingestibile e dolorosissima forma di pensieri ricorrente nel momento in cui, invece di uscire dal cerchio per avviarti verso una soluzione reale e concreta (che ne so, come mettere da parte i soldi o chiederli a qualcuno), continui invece a girarci dentro in tondo, ripetendo sempre lo stesso schema di pensieri che ti riporta alla preoccupazione iniziale e da lì nuovamente alla paura.

E’ capitato a tutti…

Ma cosa puoi fare per passare all’azione ed interrompere questo circolo vizioso di preoccupazione-paura-attivazione-stress-preoccupazione-paura ecc ecc…?

RICAPITOLANDO:

  • LE SEGHE MENTALI FANNO MALE: fanno male al corpo perchè attivano il sistema nervoso in seguito alla valenza preoccupante e di pericolo di cui sono cariche, ed attivandolo costantemente senza che ci sia la possibilità di agire nella realtà si rischia di nstaurare il processo di attivazione costante che provoca tutti i sintomi dello stress:

Hans Selye definì come “Sindrome Generale di Adattamento”quella risposta che l’organismo mette in atto quando è soggetto agli effetti prolungati di svariati tipi di stressor, quali stimoli fisici (ad es. fatica), mentali (ad es. impegno lavorativo), sociali o ambientali (ad es. obblighi o richieste dell’ambiente sociale).
L’evoluzione della sindrome avviene in tre fasi:

Allarme, l’organismo risponde agli stressor mettendo in atto meccanismi di fronteggiamento (coping) sia fisici che mentali. Esempi sono costituiti dall’aumento del battito cardiaco, pressione sanguigna, tono muscolare ed arousal (attivazione psicofisiologica).

Resistenza, il corpo tenta di combattere e contrastare gli effetti negativi dell’affaticamento prolungato, producendo risposte ormonali specifiche da varie ghiandole, ad es. le ghiandole surrenali.

Esaurimento, se gli stressor continuano ad agire, il soggetto può venire sopraffatto e possono prodursi effetti sfavorevoli permanenti a carico della struttura psichica e/o somatica (questa è la fase più nociva)”

  • COSA PUOI FARE: c’è una sola cosa davvero importante: AGIRE. Il che significa valutare le azioni concrete che puoi mettere in pratica per affrontare la questione che ti preoccupa e trovare una soluzione reale. Anche se la soluzione non sarà perfetta NON IMPORTA:  prova a fare qualcosa concretamente piuttosto che continuare a vivere nel timore di non sapere come o cosa fare.La paura immobilizza… e l’immobilità aumenta la paura.
  • Prepara un “piano di azione” che comprenda la valutazione delle risorse necessarie, delle risorse disponibili, del tempo, delle modalità di azione.

...E SE LA MIA SEGA MENTALE RUOTA INTORNO A QUALCOSA CHE NON POSSO CAMBIARE?

Ricorda sempre che potrai non essere in grado di modificare la realtà, ma avrai sempre in te la meravigliosa risorsa di MODIFICARE IL TUO APPROCCIO ALLA REALTA, LA TUA INTERPRETAZIONE, IL TUO ATTEGGIAMENTO (che è poi quello che ti insegna a fare la psicoterapia cognitivo comportamentale)

Ovviamente questo breve articolo non vuole essere esaustivo ma soltanto essere di stimolo per ulteriori approfondimenti!

Grazie e… buon pensare ;-)!

LASCIATE IL VOSTRO COMMENTO E DITEMI LA VOSTRA ESPERIENZA  🙂

 

10 thoughts on “LE SEGHE MENTALI FANNO MALE E NON SERVONO A NIENTE: articolo semiserio ma utilissimo!

  1. In realtà, a parte le battute, devo dire che in anni e anni di allenamento alla sega mentale, spesso tali cerebro-masturbazioni favoriscono pensieri positivi e soluzioni che arrivano in modo inaspettato e senza impegno finalizzato!
    Accade anche a voi???

    • ma quello è pensare in modo finalizzato!
      La sega mentale, per definizione non arriva a niente se non a se strada in nuova veste.
      È inutilmente autoreferenziale aime…
      Ma dal punto di tecnico, anche la segna mentale risponde ad uiogno ed ha un fine, che di solito è quelli di dare l’illusione del controllo…
      Ma tuo marco hai fatto altro: forse problem solving ;)))

      • intendevo dire che non mi impegno!
        la sega mentale gir a vuoto per lungo tempo e poi esplode all’improvviso e produce un pensiero positivo ma senza una ricerca cosciente da parte mia!!!

  2. Sono un campione di seghe mentali!!!!!
    La sega mentale è assai meglio di quella penale!!!!!
    Se ben fatta, la sega mentale ne stimola altre mille (quella fisica ne puó stimolare pochissime)!
    Che vi devo dire….. a me piacciono!!!!

  3. Annalisa sono un PIRLA!
    Scusami.
    Mi cospargo il capo di cenere!!

    Da Psicologa sarebbe carino tu mi dicessi perchè ho scritto Barbara 🙂

    Vabbè ho fatto la mia gaffe della domenica mattina. :(((

    Edita pure il mio post per correggerlo.

    Ti prometto che non lo faccio più! 😀

    Buona domenica e alla prossima!

    Andrea

  4. Ciao Barbara,
    bellissimo articolo e grazie per la citazione! Adesso anch’io mi sono alleggerito del peso della gratitudine! 🙂

    Hai ragionissima nel dire che lo Stato d’Animo indotto dalla Sega Mentale è uno degli stati d’animo più imporduttivi, e questo proprio a causa del fatto che tiene sempre e solo il Focus Mentale sul Problema e non sulla Soluzione.

    Chi indulge molto in questo atteggiamento potrebbe far fatica ad uscirne intervenendo in prima battuta sul Focus Mentale (il primo dei 2 elementi principali che “controllano” il nostro Stato d’Animo, ma quello “più tosto” da re-indirizzare).

    Visto che anche Stato d’Animo e Fisiologia (inteso come postura, sguardo, respirazione,…) sono intimamente collegati e che intervenire sulla Fisiologia è “più semplice e diretto”, a tutte le persone che si trovano ad indulgere nelle Seghe Mentali e far fatica ad interrompere il modulo, può diventare utilissimo intervenire sulla propria fisiologia “assumendone” una totalmente incogruente alla Sega Mentale che vogliamo re-indirizzare.

    Esempio la nostra Sega Mentale ci mette in uno stato d’animo di paura immobilizzante.
    – cominciamo ad assumere una postura che abbiamo quando ci sentiamo orgogliosi e fieri (probabilmente in piedi, dritti, spalle “dritte e petto in fuori”, mento in alto e sguardo in avanti,…)
    – cominciamo a respirare come respiriamo quando siamo orgolgiosi e fieri (respiro profondo, lento e ritmato)

    Il “magico” risultato è che la Fisiologia interviene sullo Stato d’Animo, spostando anche il Focus dall’oggetto della Sega Mentale e mettendoci nelle codizioni di valutare cosa fare di utile.
    Il momento migliore per fare quello che dici nell’articolo: AGIRE!

    Ooops… forse mi sono allargato nel commento, ma il tuo articolo mi ha ispirato! 😀

    Tornerò a leggerti anch’io 🙂

    Andrea

    • bellissimo commento ti ringrazio di cuore!
      Quello che hai descritto è un esempio indicativo di uno degli aspetti dell’intervento cognitivo comportamentale ma, al di là delle etichette, è un consiglio di buon senso che tutti dovremmo ricordare 😉
      Spero davvero che tornerai a leggermi e a commentare in maniera così ostruttiva e integrativa i miei post!
      Bello il nome Barbara mi sarebbe piaciuto un sacco ma… purtroppo non è il mio… io mi sono dovuta chiamare Annalisa…;-)!!!
      Buona domenica Andrea e grazie ancora!

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