MITI E PREGIUDIZI SULLA PSICOLOGIA

“Io non sono matto!”, “Lo psicologo non mi serve so vedermela da solo!”.

Nonostante la psicologia sia ampiamente diffusa, è tuttora oggetto di falsi miti e pregiudizi. Probabilmente ciò è dovuto alla poca conoscenza su questa figura e sul tipo di lavoro che viene a svolgere. Prima di tutto è opportuno chiarire chi sia e quali attività svolga.

Lo psicologo è un professionista, laureato e iscritto all’albo, la cui attività mira al bene del singolo e della comunità. Gli strumenti da lui in possesso sono: ilcolloquiol’ascoltol’osservazione, i testpsicologici e la relazione al fine di migliorare la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole ed efficace.

Quali sono i miti a riguardo di questa figura?

Capita spesso di pensare che consultare uno psicologo voglia dire “essere pazzo” o “avere problemi gravi”.

La vita moderna ha ormai assunto ritmi che portano le persone ad accumulare livelli di stress molto elevati. Inoltre, la società ci ha abituati a valori come la forza di carattere, l’autocontrollo e a non rivelare i nostri sentimenti, specialmente quelli che ci fanno soffrire, per non apparire deboli. A chi non è mai capitato di trovarsi in situazioni di crisi, di stallo e di forte disagio o eventi di grande cambiamento come un matrimonio, la nascita di un figlio, il passaggio delicato dall’università al mondo del lavoro, la rottura di una relazione o un lutto. In queste possibili situazioni le risorse di una persona possono risultare insufficienti e portare al sorgere di sintomi come ansia, fobie, depressione, attacchi di panico e così via. Problemi questi non così scontati, basti pensare che più della metà della popolazione mondiale ha sofferto o soffrirà di un disturbo d’ansia.

Questo però non vuol dire essere pazzi o malati ma, può essere il risultato di risorse e mezzi insufficienti ad affrontare certe situazioni.

Lo psicologo con colloqui di valutazione e supporto aiuterà la persona a superare le difficoltà, se necessario incoraggerà il processo di cambiamento aiutando il paziente a riattivare e risaldare energie e risorse interne al fine di ridurre l’eventuale disagio psicofisico derivante dal mancato superamento di blocchi e ostacoli psichici.

Un altro mito sulla figura dello psicologo è pensare che questi sappia cosa passa nella mente delle persone.

Quante volte è capitato a noi del mestiere di sentirsi dire da qualcuno appena conosciuto la classica frase:- “ah, sei uno psicologo allora devo stare attento a quello che dico!”.

In realtà lo psicologo non ha la palla magica ma, piuttosto, invita il paziente a riflettere sulle situazioni e su eventuali problemi ripercorrendo strade  inesplorate e risorse trascurate. In questo modo mette a disposizione del soggetto le proprie competenze rispettandone l’autonomia; toccherà a quest’ultimo scegliere di potenziare e ristabilire il proprio equilibrio così da migliorare la qualità della propria vita.

Bisogna sfatare anche il mito che l’amico possa sostituire lo psicologo. Questi non dà consigli ma, aiuta il soggetto a valutare qual è la soluzione più adatta al suo caso, valutando risorse e mezzi in possesso del paziente.

In ultimo, lo psicologo non dà farmaci e sono di esclusiva competenza del medico psichiatra. C’è da dire che non necessariamente a un disturbo deve essere associato un farmaco, dipende da quanto è grave e/o invalidante il disagio psicofisico.

Per finire si può dire che lo psicologo non fa miracoli ed è al paziente che aspetta il compito più arduo: usare gli strumenti forniti dallo psicologo.

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