INNAMORAMENTO, AMORE E ATTRAZIONE

Articolo di: Annalisa Barbier

Si parla sempre tanto di innamoramento, amore ed attrazione e delle regole sottostanti le varie fasi che si susseguono: da quando conosciamo una persona, a quando ce ne innamoriamo (ooops a volte capita quasi contemporaneamente!)  e a quando la relazione diventa stabile.

Sentimenti, emozioni, aspettative e comportamenti cambiano, seguendo regole differenti a seconda della fase che si attraversa. E ovviamente, a seconda dei VALORI di riferimento soggettivi. Ma di questi e del loro ruolo parlerò un’altra volta.

Ecco quindi le risposte di alcuni studiosidi antropologia, neuroscienze e psichiatria alle domande più comuni su l’amore e l’innamoramento!

LE REGOLE DELL’ATTRAZIONE

In generale, il simile attira il suo simile. Questo significa che tendiamo ad avvicinarci e trovare interessanti ed  attraenti persone che hanno qualcosa  in comune con noi:  la bellezza fisica, gli interessi, la classe sociale di appartenenza, stile, credo politico o spirituale così via. Gli esperti dicono che si tratta di qualcosa che ha a che fare con il senso di stabilità attribuito ad una possibile unione.

Tuttavia, superati gli elementi esterni come classe sociale, conto in banca e aspetto fisico, spesso accade che a livello delle caratteristiche di personalità gli opposti si attraggano!

Helen Fisher, professoressa di antropologia alla Rutgers University di New Brunswick (New Jersey) ed autrice del libro “Why We Love: The Nature and Chemistry of Romantic Love” afferma che:

“Siamo propensi ad innamorarci di coloro che ci appaiono misteriosi  e che percepiamo come una sfida. Se due individui molto diversi tra loro uniscono i loro DNA, creeranno una maggiore variabilità genetica, e i loro discendenti diverranno genitori avendo a disposizione un assortimento più vasto di abilità”

QUANTO CONTA L’ASPETTO ESTERIORE?

A quanto pare le caratteristiche fisiche, pur essendo importanti per entrambi i sessi, sembrano esserlo maggiormente per gli uomini. Louann Brizedine, professoressa di Psichiatria presso la University of California di San Francisco, nonchè autrice del bellissimo libro “Il Cervello delle Donne” (che ho letto e consiglio caldamente) afferma:

 “Durante la fase di attrazione, le aree del cervello maschile associate al processamento dell’informazione visiva appaiono maggiormente attivate. Questo vale anche per le donne, ma esse mostrano un’attivazione contemporanea anche delle aree del cervello deputate al decision-making, il che suggerisce che stiano pensando a qualcosa di più che al semplice aspetto fisico”

L’AMORE E’ CIECO?

Non proprio: ma una volta che siamo innamorati la “vista” diventa sfocata e confusa! La professoressa di Neuroscienze  Lucy Brown, dell’Albert Einstein College of Medicine di New York City, specializzata nello studio dell’attività cerebrale durante l’innamoramento, afferma:

“Quando sei in una relazione, sei consapevole dei difetti dell’altra persona, tuttavia il tuo cervello ti dice va bene ignorarli”

Studi condotti presso il Wellcome Department of Neuroimaging dell’ University College di Londra, hanno mostrato che quando due partner innamorati si guardano, l’area del cervello adibita alle relazioni sociali e alle emozioni negative appare scarsamente attiva e la capacità di giudizio critico è molto ridotta. Come afferma Fisher, questo meccanismo potrebbe essersi evoluto al fine di permettere ai partner di continuare a stare insieme attraverso il difficile e stressante periodo di crescita dei figli.

L’AMORE PUO PROVOCARE DIPENDENZA?

L’amore mette completamente in subbuglio la chimica del nostro organismo, facendoci comportare come dei “drogati” ! Alcuni studi hanno infatti scoperto che i livelli di serotonina si riducono fino al 40%  negli “innamorati di fresco”, favorendo la comparsa di comportamenti presenti anche nel disturbo ossessivo-compulsivo, una condizione clinica caratterizzata da bassi livelli di serotonina (quando non riesci proprio a toglierti qualcuno dalla testa è un bell’esempio). Inoltre a quanto pare, la fase dell’innamoramento si accompagnerebbe anche ed un rilascio del cosiddetto “ormone dello stress” (e cioè il cortisolo), collegato alla fight-or-flight response , che darebbe la sensazione di costante “allerta”… vi suona familiare ;-)?

Un altro studio a cura di Brown e Fisher, ha mostrato come negli individui che si sono appena innamorati, sussita una intensa attività a carico delle aree cerebrali che producono la dopamina, neurotrasmettitore il cui livello aumenta quando ci si aspetta di ricevere una ricompensa. Infatti, la dopamina è associata alle dipendenze e al gioco d’azzardo, inducendo negli individui la sensazione di insoddisfazione ed attesa costante di una ricompensa (denaro, attenzioni, piacere) e spingendoli a cercare di ottenerla, per riequilibrare i livelli di dopamina e l’attività chimica del cervello.

PERCHE ALCUNI SONO RILUTTANTI AD IMPEGNARSI?

In parte la colpa sembra essere dei geni, che influenzano la quantità di recettori per a vasopressina. I ricercatori della  Emory University di Atlanta, in seguito ad alcuni studi condotti sui livelli di vasopressina nei roditori, hanno evidenziato come il numero dei recettori per la vasopressina nei roditori, fosse collegato alla loro propensione ad impegnarsi con un solo compagno.

“C’è qualcosa sotto la capacità di una coppia di stare insieme per 50 anni – compresi gli anni peggiori. è difficile credere che si tratti soltanto di una questione di compatibilità di carattere”, afferma Melvin Konner, M.D. professore di antropologia e biologia del comportamento presso la  Emory University di Atlanta.

Non siamo roditori in effetti, ma certe caratteristiche biologiche pare siano molto comuni con questi animaletti e quindi i risultati sopra esposti bè… potrebbero riguardarci molto da vicino ;-)!

Ovviamente, l’amore è anche altro, ma una breve escursione nel campo della biologia può aiutare a comprendere alcuni aspetti comportamentali tipici dell’innamoramento!

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