LE FASI DEL CAMBIAMENTO

Ecco il mio terzo post sul cambiamento: oggi vi parlerò del cambiamento considerandolo di fatto come un processo, all’interno del quale poter riconoscere la presenza di alcune fasi specifiche e consequenziali.

Vagabondando qua e là su StumbleUpon in un noioso sabato mattina, ho trovato un articolo sulle fasi del cambiamento  (http://www.changecycle.com)  che ha risvegliato la mia attenzione; così mi sono fatta un bel caffè, l’ho letto e riletto  e, trovandolo assolutamente geniale,  ho pensato di proporvene una breve traduzione in italiano vista la grande utilità del modello proposto,  sia in ambito clinico che consulenziale.

Il cambiamento, lo sappiamo, ha sempre fatto parte della nostra vita; a volte ci spaventa, altre ci rende eccitati e speranzosi, ma in ogni caso ci mette di fronte alla necessità di affrontarlo ed attraversarlo in maniera sana, efficace e funzionale.

Il che significa  trovare il giusto equilibrio tra la RESISTENZA e l’IMPAZIENZA

 perché sarà proprio la nostra capacità di adattarci e di gestire il cambiamento a fare la differenza tra una condizione di benessere e soddisfazione – emozionale, spirituale, mentale e fisico – ed una di ansia, paura, insoddisfazione ed insuccesso.

Il modello proposto considera il cambiamento come un processo nell’ambito del quale si alternano – o meglio si susseguono – 6 fasi ben definite, ognuna delle quali è caratterizzata da PENSIERI, EMOZIONI e COMPORTAMENTI specifici.

STADIO 1 – la perdita della sicurezza: in questa fase ci rendiamo conto – non senza sgomento – che, indipendentemente dal fatto che il cambiamento sarà  positivo o negativo, ci sarà comunque un senso di perdita per “ciò che è stato”.

STADIO 2 – dubitare della realtà: in questa fase dubitiamo dei fatti, dubitiamo dei nostri dubbi e ci struggiamo nel tentativo di trovare informazioni su ciò che riteniamo di dover fare. Risentimento, scetticismo e colpevolizzazione offuscano il nostro pensiero e le nostre azioni.

STADIO 3- dal disagio alla motivazione: ci accorgiamo di essere entrati nel terzo stadio grazie al disagio che proviamo. Il cambiamento e tutto ciò che ne consegue, ci appare ormai chiaro ed inevitabile e comincia a prendere piede. Frustrazione, pigrizia e inconcludenza regnano sovrane nella nostra vita, finché non appare all’orizzonte una soluzione concreta.

THE DANGER ZONE
La “Danger Zone” rappresenta il momento cruciale  in cui scegliamo se:

1) proseguire verso lo stadio 4 e scoprire le potenzialità e le possibilità che il cambiamento ci offre

2) scegliere la paura e tornare indietro allo stadio 1

STADIO 4 –  dalla scoperta alle nuove prospettive: lo stadio 4 rappresenta finalmente “la luce alla fine del tunnel”. Nuove visioni, prospettive, aspettative e volontà di prendere decisioni ci donano un rinnovato senso di controllo e di speranza. Ci sentiamo ottimisti sulla possibilità di un esito positivo grazie alla possibilità di vedere e considerare nuove scelte ed opportunità.

STADIO 5 – Comprensione: in questo stadio finalmente comprendiamo appieno il cambiamento e ci sentiamo più fiduciosi e sicuri di noi; il nostro pensiero è razionale e pragmatico ed il comportamento molto più efficace e produttivo. Buona cosa!

STADIO 6 – Integrazione: a questo punto, abbiamo recuperato la capacità e la volontà di restare flessibili. Abbiamo ben chiaro cosa significa il cambiamento e quali conseguenze positive sarà in grado di apportare nel presente e nel futuro.

E TU CHE NE PENSI ;-)?

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 http://www.changecycle.com/changecycle.htm

One thought on “LE FASI DEL CAMBIAMENTO

  1. Credo di alternarmi ancora tra lo stadio 3 e 4….. Ossia ogni tanto lo stadio 4 appare bello nitido, ma poi torna lapigrizia e l’inconcludenza… Siccome son convinta che non si debba forzare mai niente, ma che tutto debba arrivare in maniera naturale mi vivo anche questa pigrizia come una terapia necessaria.. Forse sto soltando cercando di incamerare qelle energie che ho perso in passarto…. 🙂

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