UN ANTITUMORALE CONTRO LA MALATTIA DI ALZHEIMER?

La  Malattia di Alzheimer è tristemente nota per indurre una forma di demenza progressiva caratterizzata dalla ingravescente perdita della memoria, seguita dalla graduale compromissione delle altre abilità cognitive (orientamento spazio-temporale, linguaggio, abilità visuo-spaziali ecc) fino ad una perdita di autonomia da parte dell’individuo affetto.

Nell’eziologia della Malattia di Alzheimer, un ruolo fondamentale è rivestito, a livello cellulare, dall’accumulo di una proteina denominata Beta Amiloide, che va a formare i cosiddetti “neurofibrillary tangles“, markers primari di malattia.

Uno studio condotto presso la “Case Western Reserve University School of Medicine”  e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Science”, mostra come la somministrazione di un farmaco antitumorale (bexacarotene) sia in grado di far regredire la malattia grazie alla capacità di stimolare la produzione di Apolipoproteina E (ApoE), la quale riesce a sua volta a sfaldare le placche di beta amiloide.

L’attività di questo farmaco – utilizzato in Italia come antitumorale da molti anni –   viene esplicata a partire da 6 ore dalla somministrazione, con un picco di attività attorno alle 72 ore.

I topi trattati con il farmaco sembrano riacquisire memoria e comportamenti normali in 72 ore, essendo inoltre stata riscontrata una riduzione fino al 75% dei depositi di beta amiloide nei loro cervelli.

Articolo originale:
Paige E. Cramer, John R. Cirrito, et. al (2012) “ApoE-Directed Therapeutics Rapidly Clear ß-Amyloid and Reverse Deficits in AD Mouse Models”. Science DOI: 10.1126/science.1217697

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