UN APP PER SMARTPHONE IN GRADO DI CURARE L’ANSIA

Alla psicoterapia alla App-terapia e’ il salto che si sta per compiere, secondo alcuni psicologi, per chi soffre di disturbi d’ansia. Presto, i sintomi potranno essere dissolti grazie ad un’applicazione scaricata sul proprio cellulare. L’innovazione terapeutica ha incassato un primo risultato confortante da uno studio su 338 persone dell’universita’ di Harvard che ha realizzato un’applicazione capace di dirottare l’attenzione dei volontari da sensazioni sgradevoli verso situazioni piacevoli o neutre. Sul display appaiono due volti, uno con un’espressione ostile, un altro con una neutra che restano visibili per pochi secondi poi appare una lettera da identificare e il volontario preme un tasto per proseguire. L’intento non e’ quello di misurare la capacita’ di indovinare la lettera ma quello di distogliere lo sguardo dal volto ostile.

Secondo i ricercatori, in questo modo si possono ‘addestrare’ gli occhi e le aree frontali del cervello a guardare altrove, rispetto alle fonti che generano ansia. Dopo una sessione completa di questo esercizio che dura 30 minuti per due volte alla settimana, per 4-6 settimane, gli scienziati hanno affermato di aver ottenuto un risultato pari a quello di una psicoterapia tradizionale. Questa soluzione mira ad aiutare le persone con disturbi d’ansia lievi e può’ essere molto efficace proprio per il fatto che e’ sempre a disposizione. Prima di un colloquio di lavoro, di un esame o di una decisione importante, lo psicologo tascabile e’ pronto a sciogliere l’ansia.

Tratto da: http://www.ansa.it

Inutile dire quanto azzardata trovi questa notizia e soprattutto  il razionale nascosto che ne è alla radice e cioè:

la ricerca di soluzioni immediate e superficiali 

nel tentativo di negare a se stessi la propria fragilità e la propria unicità.

A parte la non banale considerazione di partenza – da tutti dimenticata – che l’ansia nella sua accezione fisiologica “sana” rappresenta  un fenomeno utile e fondamentale per la nostra sopravvivenza, essa è altresì un fenomeno strettamente legato alla singolarità di ogni individuo: la sua storia, il suo sistema assiologico, i suoi obiettivi, le sue paure.

Come possiamo non considerare questi aspetti, nel trattamento di un fenomeno che diventa “disturbo” soltanto in specifiche circostanze ed  in seguito a ragioni personali e precise? Come possiamo considerare di trattarne superficialmente soltanto gli aspetti prettamente fisiologici ed organici senza considerarne le caratteristiche soggettive, legate alla persona?

La categoria dei disturbi d’ansia è un’entità nosologica complessa e sfaccettata, irrimediabilmente legata alle singole individualità ed alle loro storie, e personalmente non credo che una banale applicazione per Smartphone (seppure genialmente inventata e testata dalla Harvard University) possa mai  rappresentare un trattamento sensato ed affidabile di lungo termine poer i siturbi d’ansia.

Non lasciamoci affascinare dalle soluzioni superficiali che notizie di questo tipo spettacolarizzano, e non dimentichiamo mai che il vero benessere nasce da un percorso di conoscenza profondo, fatto di accettazione, sofferenza, superamento e miglioramento.

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